Parroci - la storia
Le origini della cura pastorale
L’assistenza religiosa alla comunità di Roncadelle fu dapprima assicurata dal monastero femminile di S. Giulia, che provvedeva a inviare un sacerdote per la messa festiva nella chiesetta di Santa Giulia situata nella Contrada di Sopra. Il sacerdote aveva diritto, tra l’altro, ad una fornitura periodica di scarpe nuove per i frequenti e lunghi spostamenti, che effettuava quasi sempre a piedi. La parrocchia locale si andò costituendo però intorno alla chiesa di S. Bernardino da Siena (eretta nella stessa Contrada intorno al 1479) dopo che i Porcellaga ne ebbero acquistato il giuspatronato.
Si trattava inizialmente di una “cura” di circa 700 anime, dipendente dalla parrocchia di S. Maria di Fiumicello e affidata ad un curato, che cominciò ad essere chiamato “parroco” alla fine del ’600. Il parroco era scelto dai “patroni” e mantenuto per metà da questi e per l’altra metà dai fedeli. Il diritto di patronato venne esercitato per quattro secoli dai proprietari del castello di Roncadelle, finché i nobili Guaineri vi rinunciarono.
Don Gerolamo Faustini (probabile primo curato)
Don Gerolamo Faustini di Castelcovati, cappellano della chiesetta di Santa Giulia (poi Sant’Ulgina), intorno al 1540 favorì la nascita della Confraternita del SS. Sacramento. Questa organizzazione laicale diffondeva il culto eucaristico, curava le celebrazioni del Corpus Domini e gestiva attività assistenziali mediante un patrimonio incrementato da lasciti. In quegli anni i defunti venivano seppelliti accanto alla chiesa di S. Bernardino e, verso metà ’500, fu autorizzata l’amministrazione dei battesimi in parrocchia.
Don Bernardo Bertoldi (1565-1591)
Documentato dal 1559, don Bernardo Bertoldi di Castegnato consacrò la chiesa parrocchiale il 3 giugno 1565 e accolse le visite pastorali del vescovo Domenico Bollani nel 1565 e nel 1572. Invitato a studiare i decreti del Concilio di Trento e il Catechismo, iniziò a registrare battesimi e sepolture, dati oggi fondamentali per le ricerche storiche. Fu presente fino al 1575 e nuovamente dal 1581 al 1591; l’assenza 1576-1580 coincise con epidemie che ridussero la popolazione a 560 abitanti.
Don Bartolomeo Silvestri (1592-1619)
Curati brevi e complessità pastorali (1620-1659)
Dopo Silvestri seguirono don G. Battista Maffeis (1620-24), don Martino Casinello (1624-31), don Giulio Calcagni (1631-32), don G. Battista Pasini di Bornato (1633-36) e don Francesco Cesareni (1637-40). In quegli anni la peste e le angherie feudali conferirono al parroco il ruolo di guida morale. Don Pellegrino Lurani (1640-1651) subì violenze per aver rimproverato il signor Porcellaga; l’arresto di Pietro Aurelio Porcellaga nel 1647 pose fine al feudalesimo locale. Coesistevano anche cappellani e coadiutori quali don Francesco Bolda, don Vincenzo Lamberti, don Giorgio Dusi, don Ottavio Rovetta e don Bartolomeo Agosti.
Don Faustino Agosti (1660-1696)
Successione e contesto storico (1697-1795)
Don Lorenzo Pasini e don G. Battista Borboni (fino al 1706) accoglievano visite pastorali e affrontarono scorrerie militari. Dopo il parrocchiato di don Pietro Facchi (1706-1733) e una vertenza sul patronato, furono chiamati don Domenico Gallizioli (1743-1758) e don Carlo Uberti (1758-1785). Nel 1792 don Faustino Bonomi accolse la visita pastorale di vescovo Giovanni Nani e vide la parrocchia crescere a 840 anime.
Don Giacomo Fisogni (1796-1826)
Don Giacinto Bonaventura Mensi (1826-1876)
Don Giulio Tadini (1876-1900)
Don G. Battista Moricchia (1899-1920)
Don G. Battista Riviera (1920-1926)
Don Giacomo Contessa (1927-1944)
Don Carlo Vezzoli (1944-1967)
Don Amilcare Gatelli (1967-1998)
Don Eugenio Panelli (1998-2006)
Don Aldo Delaidelli (2006-2018)
